Il P.A.S.F.A. a Lourdes per il 66° Pellegrinaggio Militare Internazionale

Il 66° Pellegrinaggio Militare Internazionale a Lourdes ha riunito migliaia di giovani militari provenienti da numerosi Paesi del mondo,  diversi  per cultura lingua e uniformi, ma accomunati dal medesimo desiderio profondo di pregare insieme e di testimoniare la pace.
In questi giorni intensi di fraternità e spiritualità, i militari sono stati chiamati ad essere “Sentinelle della Pace”, custodi di speranza in un tempo segnato da conflitti, divisioni e paure. La loro presenza a Lourdes assume un significato particolarmente forte: uomini e donne che quotidianamente servono le proprie nazioni scelgono qui di mettersi in ascolto di Dio e di riscoprire la missione più alta del servizio, quella della riconciliazione, della concordia e del dialogo tra i popoli.
Grande emozione suscita vedere le divise di Paesi diversi inginocchiate fianco a fianco davanti alla Grotta di Massabielle. In quel silenzio carico di preghiera scompaiono le distanze, cadono le barriere e resta soltanto l’umanità condivisa. È un’immagine potente e commovente: giovani militari uniti non dalla forza delle armi, ma dalla forza della fede e dalla volontà di costruire relazioni di pace.
La dimensione spirituale del pellegrinaggio si conferma così fondamentale e fondativa. Lourdes diventa luogo di incontro autentico, dove il cuore si apre alla fraternità universale e dove ciascuno di noi può riscoprire il valore del servizio come dono agli altri. In un mondo che spesso conosce il linguaggio dello scontro, questo pellegrinaggio testimonia invece la possibilità concreta della riconciliazione e della convivenza pacifica tra i popoli. Dal 66° PMI il P.A.S.F.A. torna con il cuore colmo di emozioni che restano dentro, incontri che segnano, legami preziosi e il desiderio giá vivo di tornare.

L’Assemblea Ordinaria Nazionale del P.A.S.F.A – Maggio 2026

Martedì 19 maggio 2026 in occasione dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate oltre sessanta Volontari si sono ritrovati a Roma presso la Sala Capitolare dell’Ordinariato Militare per l’Italia.

L’incontro è stato preceduto dalla Santa Messa nella Chiesa di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, dove i Presidenti di Sezione, Referenti, i delegati, gli Associati insieme al Consiglio Direttivo Nazionale hanno partecipato alla celebrazione presieduta dall’Ordinario Militare, SER Mons. Gian Franco Saba, concelebrata dal Vicario Generale, Mons. Sergio Siddi, e dal segretario particolare di SER Don Giovanni Tanca. Nelle parole dell’Arcivescovo Ordinario Militare il richiamo ad “essere custodi e testimoni di un’umanità che appartiene a Dio”. Sotto questo profilo, ecco che la vostra presenza come laici è molto importante, perché la missione non è affidata solo ai vescovi, ai presbiteri, ai diaconi, ma ad ogni battezzato. Anzi, è prezioso il lavoro che voi portate avanti nei contesti specifici, nelle realtà concrete, testimoniando la cura di Dio soprattutto verso le situazioni di maggior fragilità. Soprattutto verso le situazioni di maggior debolezza, di prova. E il senso di appartenere ad una famiglia che è il mondo della Difesa, di chi ha servito nel mondo della Difesa, ecco viene qui ora mediante questa associazione testimoniato come famiglia ecclesiale.

“Che il Signore accompagni davvero i passi del P.A.S.F.A., anche in questo momento significativo di riflessione, di approfondimento, nell’ambito dell’Ordinariato Militare, che viviamo in comunione con tutta la Chiesa, esortati da tutti i pontefici, esortati da Papa Francesco, esortati ora da Papa Leone, a vivere una stagione dedita alla missione, dedita all’annuncio, dedita alla testimonianza, dedita ad un mondo che ha bisogno di un nuovo umanesimo, di una nuova umanizzazione. Ecco il Signore attraverso l’Eucaristia ci doni le energie interiori necessarie per saper testimoniare nella gratuità interiore, nella libertà interiore, nella donazione totale, ecco questo servizio che ci è stato affidato a voi in modo speciale, affidato alla luce dell’identità del P.A.S.F.A.”.

La Santa Messa è stata accompagnata, con la consueta dolcezza, dalla musica e dai canti delle suore Serve dei Cuori Trafitti di Gesù e Maria. Prima della benedizione i volontari hanno recitato la preghiera del P.A.S.F.A. con commossa partecipazione e Sua Eccellenza ha fatto dono all’Associazione del crest celebrativo del Centenario dell’Ordinariato Militare consegnandolo nelle mani della Presidente Nazionale. 

Dopo la tradizionale foto di gruppo sono iniziati i lavori assembleari nella Sala Capitolare dell’Ordinariato Militare.

Il nostro Assistente Spirituale, Mons. Sergio Siddi, invitato dalla Presidente Nazionale, ha rivolto agli Associati il suo personale ringraziamento, per il grande arricchimento che ha ricevuto dalla sua esperienza sinodale al fianco dell’Associazione, e il suo affettuoso saluto in vista dell’imminente pensionamento.

Per l’occasione abbiamo voluto salutare e manifestare la nostra gratitudine al caro Don Sergio facendo dono di un’opera lignea raffigurante il Cristo in croce realizzata dell’associato Pietro Oliva e l’altra, che ritrae la nostra Santa Patrona, Santa Caterina da Siena, dipinta a mano dalla nostra Associata Elena Maria Camilla, secondo la tecnica dell’acquarello su carta.

L’Ordinario, Mons. Saba, ha quindi dedicato un ampio indirizzo di benvenuto ai convenuti rinnovandoci il suo paterno saluto e confermando tradizionale e profonda comunione dell’Ordinariato Militare con la nostra Associazione.

Sua Eccellenza ha rivolto all’Assemblea delle parole fraterne e di sincero apprezzamento, riconoscendo l’importanza del ruolo svolto dalla componente laica della Chiesa al fianco dei presbiteri.  SER dopo aver rinnovato i ringraziamenti per il servizio prezioso e i progetti nei vari contesti svolti dal P.A.S.F.A., partendo dal messaggio del Santo Padre Leone XIV rivolto alle aggregazioni laicali, sottolinea aspetti che riguardano il cammino della Chiesa in generale e della Chiesa Ordinariato militare in particolare.

Il Santo Padre attraverso parole cardine quali comunione unitá missione e servizio invita le aggregazioni laicali a custodire i propri carismi senza chiudersi in se stesse,vivendo una forte unitá per costruire comunione nella Chiesa mettendo tutte le energie al servizio dell’evangelizzazione. Nello slancio  missionario di portare il Vangelo a chi è lontano e testimoniare Cristo nel mondo.Sanare le divisioni e i conflitti e agevolare  collaborazioni per l’edificazione della Chiesa nella promozione della comunione con il Papa i vescovi i presbiteri e le altre realtá ecclesiali. Esprime gratitudine per il servizio, ringrazia le associazioni per il compito spesso impegnativo e segnato da difficoltá e incomprensioni. Riconosce il grande bene che queste realtá portano alla vita della Chiesa. Ricorda che la Fede si vive in comunione. Cristo si rende presente nella comunitá dei credenti riuniti nel suo nome. 

Dunque, sottolinea Monsignor Saba, davvero la vostra missione è molto importante perché consente di incarnare concretamente la vita ecclesiale, di vivere nel cammino ecclesiale nel contesto della realtà. Come dice il Papa una grande responsabilità. Alcuni carismi e alcune esperienze di vita associativa sono nate per condividere uno scopo apostolico. In queste parole del Santo Padre mi pare di vedere la missione del P.A.S.F.A., c’é lo scopo storico che è l’evangelizzazione della Chiesa Ordinariato Militare. Facendovi prossimi alle persone che incontrate in modo che i vostri carismi rimangano sempre a servizio dell’unità della Chiesa. Siano lieviti di comunione di unitá e di fraternitá. Questo è il progetto, questo è il senso del laicato dell’Ordinariato Militare. Desidero incoraggiarvi ad andare avanti e a promuovere l’associazione nei vari decanati. Il Papa diceva che ci sono persone nelle aggregazioni laicali generose ben formate con esperienza sul campo e questa è una Chiesa da campo, queste parole vanno bene per voi siete ben formate, siete generose e generosi e questo deve invitarci a promuovere la coscienza di essere popolo di Dio, popolo di Dio dell’Ordinariato Militare, un’esperienza sul campo l’itineranza, la variazione continua di situazioni ci invita a riflettere su come rilanciare oggi la missione del P.A.S.F.A., perché non é uguale a cinquanta o sessant’anni fa, la societá é cambiata, il mondo è cambiato, quindi come essere oggi Chiesa militante, Chiesa viva Chiesa in uscita Chiesa da campo nell’attuale situazione.

L’ Unitá della Chiesa quale prioritá indicata da Papa Leone XIV quale via che il Signore ha chiesto nella condivisione alla fedele obbedienza al Papa ai Vescovi ai Presbiteri con la comune causa con spirito di servizio. Nella comunione con i pastori della chiesa, con la vicinanza delle realtà ecclesiali. Siate fermento evangelico nella società, lievito evangelico superando contrapposizioni,una Chiesa libera per la causa di Cristo. Il Vangelo ci tiene uniti nel superamento di ostacoli e divisioni che possono capitare, che fanno parte della vita della Chiesa. Abbiamo il dovere della testimonianza della Fede. Un’associazione può fare tanto anzitutto con la preghiera. La dimensione della preghiera. Quando un’associazione perde questa dimensione si secolarizza. 

Vi esprimo viva gratitudine per il prezioso servizio, per la missione, per l’impegno. Avete lavorato bene ora siamo chiamati a portare avanti il cammino sinodale, dobbiamo entrare nella fase applicativa, la fase di traduzione concreta nella vita della Chiesa.

I lavori assembleari, scanditi dai temi dell’ordine del giorno, hanno rappresentato un importante momento di confronto, condivisione e partecipazione attiva, nel corso del quale sono stati affrontati i principali aspetti della vita associativa e approvato il bilancio annuale, testimonianza della trasparenza e dell’impegno concreto che caratterizzano l’azione del sodalizio.

L’assemblea si è svolta in un clima di fraternità e collaborazione, confermando ancora una volta il forte senso di appartenenza che anima il P.A.S.F.A. e rafforzando quei valori di servizio, solidarietà e vicinanza spirituale che da sempre costituiscono l’identità dell’Associazione, in un sano confronto e nella più ampia pluralità di idee.

Momenti come questo assumono un significato particolare perché consentono agli Associati di ritrovarsi, rapportarsi, relazionarsi, condividere esperienze, criticitá e progettualità future, consolidando lo spirito identitario e la missione del P.A.S.F.A., al fianco dei Cappellani Militari, all’interno della comunità militare.

L’Assemblea Nazionale si conferma così non solo un adempimento statutario, ma soprattutto un’occasione preziosa di crescita associativa e umana, capace di rinsaldare i legami tra gli Associati e rinnovare l’impegno comune nel tradizionale stile del P.A.S.F.A. verso i valori fondanti dell’associazione sempre ispirati all’originario spirito misericordioso ereditá delle Patronesse fondatrici.

Nel suo saluto conclusivo la Presidente Nazionale ha ringraziato tutti i presenti per aver voluto partecipare a questa giornata di condivisione, di armonia, di fraternitá.

Non ultimo il nostro piú profondo sentimento di gratitudine va al personale civile e militare dell’Ordinariato Militare che ci ha accolto affettuosamente  e, con impeccabile ospitalità e infinita disponibilità, ci ha assistito fino alla fine.

P.A.S.F.A. a Lourdes un incontro di speranza e spiritualitá tra i militari pellegrini

(15-18 maggio 2025) Lourdes ogni anno accoglie migliaia di ragazzi cristiani, provenienti da ogni continente, che indossando orgogliosamente le loro uniformi militari colgono l’occasione per riflettere e pensare alla scelta di vita che hanno fatto accompagnati dai loro Cappellani Militari.

Questo è il Pellegrinaggio Militare Internazionale che, giunto alla 65^ edizione, attrae i giovani in servizio e li aduna di fronte alla grotta al cospetto della Nostra Signora di Lourdes. Una immagine potente che ci commuove e tocca il cuore. La Madonna con la sua amorevole grazia abbraccia i devoti militari “Pellegrini di speranza” riconoscendoli come portatori di pace e di umanità.

Sfilare dietro il nostro Tricolore che con orgoglio, dedizione e professionalità i nostri militari servono ogni giorno, partecipare a questa festa, unica nel suo genere, ci emoziona, ci riempie di gioia e apre l’animo alle sensazioni più intime di noi laici volontari.

Dove si potrebbe leggere un insanabile contrasto invece si assiste ad un meraviglioso incontro. Militari in uniforme di tante Nazioni, fedeli al proprio sacro giuramento, pregano inginocchiati fianco a fianco uniti e solidali perché la pace prevalga sulla violenza.

Nelle loro uniformi colorate, ornate di fregi e di stemmi, tutti insieme di fronte alla grotta, i ragazzi e le ragazze che scelgono di dedicare la propria vita al servizio della loro patria, vivono un’emozione indimenticabile che forgerà il loro spirito per sempre.

Vederli pregare avvolti dall’ armonioso silenzio della Grotta fa pensare che il mondo si potrà salvare. Partecipare a questo evento, anche per chi non indossa un’uniforme militare ma fa parte della Grande Famiglia Militare come molti dei volontari dell’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate, permette di sentire una vera armonia con il mondo e stimola intensi pensieri di speranza.

La gioia di vita dei giovani si unisce al forte senso di responsabilità sociale che inevitabilmente si accompagna al militare quando, nell’esercizio delle sue funzioni, deve difendere anche con la forza i suoi cari, i suoi concittadini, i suoi simili inermi.

Un vero inno alla pace può venire solo dalle voci dei protagonisti, da coloro che sul campo si impegnano per riconquistarla, per mantenerla, per renderla duratura.

In quest’anno giubilare, il messaggio universale del PMI, amplificato dalla presenza del nostro Ordinario militare S.E.R. Gianfranco Saba e dei Vescovi militari delle altre Nazioni, si fa sentire forte e vuole richiamare l’attenzione dell’intera comunità internazionale per coinvolgerla nella speranza globale di veder terminare i conflitti e rifiorire la pace.

Un evento unico e significativo per tutti i partecipanti che lascia un’impronta duratura nel cuore e nelle emozioni di tutti noi, un’esperienza che rafforza la fede e nutre la spiritualità. Una opportunità per riflettere e fermarsi a pensare alla propria vita, un momento di profonda comunione e solidarietà vissuto con gli altri nel superamento delle differenze nazionali e culturali, una ricchezza da condividere uniti nella preghiera. L’atmosfera di Lourdes ha sempre qualcosa di inspiegabile, la luce delle candele illumina il nostro cammino, l’acqua ci purifica e gira e rigira ti ritrovi sempre ai piedi della Madonnina, un’attrazione irresistibile che ci riporta sempre alla Grotta.

Si riparte con il cuore colmo di gratitudine e la speranza che questa toccante esperienza possa ispirare tutti a lavorare per la pace e l’unità, affidando alla Nostra Signora di Lourdes ciascuno la propria preghiera.

Il P.A.S.F.A 2025 Assemblea Ordinaria Nazionale

Domenica 4 e Lunedí 5 maggio gli Associati del P.A.S.F.A. si sono incontrati a Roma in occasione
della Assemblea Ordinaria Nazionale.
Domenica presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate alcuni partecipanti giá giunti a Roma
hanno condiviso un gradevolissimo momento conviviale nelle prestigiose sale della Villa
Savorgnan di Brazzá, che ha segnato l’inizio dell’incontro annuale. Soci provenienti da Bolzano,
Bologna Bergamo e Caserta insieme alla Presidente Nazionale hanno pranzato piacevolmente
accolti dal gentilissimo personale del Circolo.
Nel pomeriggio presso la Chiesa del Sudario dei Piemontesi, nel cuore di Roma, alcuni Associati
hanno partecipato alla S.Messa celebrata da Don Giuseppe Praticó e hanno potuto salutare la madre
superiora delle Sorelle Serve dei Cuori Trafitti di Gesù e di Maria, venuta in pellegrinaggio a Roma
dagli Stati Uniti, e ringraziarla per il servizio gioioso e affettuoso di tutte le Sorelle.
Lunedì mattina, la Sala Capitolare dell’Ordinariato Militare ha accolto gli oltre 50 Delegati
provenienti da tutte le Sezioni Territoriali per l’inizio dei lavori assembleari.
La S.Messa celebrata da Mons. Sergio Siddi, Vicario Generale dell’Ordinariato e facente funzioni
dell’Ordinario, ha preceduto l’Assemblea, nella familiare ed accogliente cornice della Chiesa di
Santa Caterina da Siena a Magnanapoli. Le Sorelle Serve dei Cuori Trafitti di Gesù e di Maria
hanno animato la celebrazione con canti e musica. Le parole di Don Sergio hanno invitato tutti i
presenti a riflettere sul senso dell’essere cristiani, sull’importanza del servizio al prossimo, del
mettersi a disposizione dei bisogni dell’altro con cuore aperto e la gioia che si prova nel donare
cercando nel prossimo lo sguardo di Cristo. Un servizio autentico, vissuto con umiltá che nasca dal
cuore e non solo dall’appartenenza ad un gruppo o dal significato di un simbolo come può essere il
foulard del P.A.S.F.A.
”Servire non è un gesto da esibire, non è una medaglia da appuntarsi al petto è un modo di vivere,
una scelta quotidiana che ci chiama ad accogliere l’altro con amore senza condizioni, senza cercare
visibilitá o riconoscimenti; il vero servizio si compie nel silenzio, nella semplicitá nella discrezione.
Per un autentico servizio occorre essere umili e saper riconoscere che possiamo anche sbagliare. A
volte le incomprensioni, i fraintendimenti ci portano a giudicare e per questo siamo chiamati al
dialogo, al perdono e alla riconciliazione.”
Nelle intenzioni della preghiera dei fedeli il pensiero all’elezione del nuovo Pontefice che lo Spirito
Santo illumini gli alti prelati affinché abbiano a cuore il bene supremo della Chiesa mettendo al
centro la caritá, l’umiltá e la pace; l’invocazione per la protezione ai nostri militari, che con
coraggio e dedizione servono il nostro Paese, e per le loro famiglie nei momenti difficili; la
richiesta per la pace e la riconciliazione tra i popoli e infine per tutti i volontari affinché il loro
impegno possa essere sempre al servizio del bene comune con cuore aperto e mani pronte a donare.
Dopo la funzione, il saluto dell’Assistente Spirituale Nazionale ha aperto ufficialmente l’Assemblea
:“Voi siete una cosa importante, il vostro servizio cambia di aspetto ma non di cuore che si presta e
si dona. Sono stato felice di avervi potuto incontrare durante questo anno nei luoghi dove date
testimonianza cristiana. Momenti significativi in cui abbiamo potuto confrontarci sui tanti temi
dedicati al Sinodo. Un Sinodo che va a conclusione e vi ringrazio perché abbiamo camminato bene,
lavorato serenamente, e potuto inviare alla CEI e al Vaticano il nostro contributo.”
Prima di entrare nel vivo dei lavori dell’assemblea la Presidente Nazionale ringrazia il Vicario
Generale a nome del Consiglio e dei Soci tutti per la sua amorevole guida, la sua presenza
affettuosa e la sua squisita disponibilità. I Delegati si sono quindi confrontati sui temi piú urgenti ed
importanti per la vita dell’Associazione. L’approvazione del bilancio annuale, grazie alla
meticolosa relazione della Tesoriera Nazionale, la discussione degli argomenti all’ordine del
giorno, le linee programmatiche per l’anno in corso hanno incontrato la attiva partecipazione di tutti
i presenti. Sempre piacevole la gioiosa atmosfera della pausa conviviale che consente di creare,
vivere e rafforzare con naturalezza le relazioni personali tra i soci. Stimolante il racconto dei
rappresentanti delle varie Sezioni e il confronto fra le esperienze portate e i progetti da sviluppare.

Nel saluto conclusivo della Presidente Nazionale i ringraziamenti a tutti i presenti per aver trascorso
insieme questa giornata di condivisione, di armonie, di fraternitá.
Profonda gratitudine va al personale dell’Ordinariato Militare che ha accolto affettuosamente con
impeccabile ospitalità e assistito con infinita disponibilità il P.A.S.F.A.

Prima Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia

Dal 15 al 17 Novembre a Roma nella sacra cornice della splendida Basilica di San Paolo fuori le mura si è tenuta la prima Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia. Una delle tappe della “fase profetica” del Cammino Sinodale. Aver potuto partecipare a queste significative giornate nella delegazione dell’Ordinariato Militare è stata una meravigliosa opportunità.
Di seguito dei link di approfondimento
https://camminosinodale.chiesacattolica.it/
https://www.ordinariatomilitare.it/2024/11/13/prima-assemblea-sinodale-delle-chiese-in-italia/

Assisi 27-31 Ottobre 24 “Accompagnare l’umano nel tempo della macchina”

Dal 27 al 31 Ottobre il P.A.S.F.A. ha preso parte anche quest’anno all’annuale corso di formazione e aggiornamento pastorale per i Cappellani Militari ad Assisi. Appuntamento molto atteso e che vede il P.A.S.F.A. partecipare sempre con entusiasmo ed interesse. La settimana incentrata sul tema “Accompagnare l’umano nel tempo della macchina”. Di grande attualità i temi trattati dagli illustri relatori per tutti noi un esperienza di profondo arricchimento culturale e spirituale.
Di seguito il link del Comunicato finale a conclusione del convegno.
https://www.ordinariatomilitare.it/2024/11/01/convegno-cappellani-il-comunicato-finale/


Verona 27.05.24

Il 27 maggio 2024, si è svolta la visita all’Archivio di Stato di Verona, promossa dalla Sezione veronese del P.A.S.F.A.

L’invito è stato esteso anche a Docenti ed allievi di alcuni Istituti scolastici.

La Direttrice dell’Archivio, Dott.ssa Chiara Bianchini, ci ha affidato alla guida esperta della Dott.ssa Martina Burato che ha suscitato, grazie alle sue appassionate descrizioni scientifiche, un grandissimo interesse.

Nessuno dei partecipanti aveva mai visitato l’Archivio che, con un approccio semplice, ma dotto, ha svelato man mano i Suoi tesori.

Dapprima abbiamo visto i depositi, costituiti da modernissime scaffalature scorrevoli che, chiuse, garantiscono la più adeguata conservazione.

Essi hanno porte di accesso di colori differenti a seconda degli argomenti contenuti nei fascicoli.

Tutto il materiale è catalogato e diviso con numerazioni e sigle poi riportate in appositi registri disposti nell’aula studio per la ricerca che dà l’avvio alla consultazione. 

La richiesta del documento va inoltrata telematicamente.

Molti documenti sono stati digitalizzati e si possono consultare sul sito MIBAC.

Nei depositi si sono visti i faldoni contenenti “Processi”; “Elenchi di nati e defunti”, moltissimi i faldoni corrispondenti ai morti della peste del 1630; Registri dell’Anagrafe; Fondi dei Monasteri soppressi, che sono una fonte inesauribile di notizie; la raccolta delle denunce della Magistratura veneziana dei “Malefici”; gli Archivi delle nobili famiglie ricche di storia; etc.

È stato descritto un volume – “Villa Piatti ed il Feudo di Pigozzo veronese”, ed. QuiEdit, a cura di Patrizia Lo Cicero –  basato sulla ricerca archivistica in ASVR (Archivio di Stato di Verona), nella Biblioteca Capitolare di Verona, nell’Archivio di Stato di Venezia, per dare un esempio concreto delle modalità di utilizzo dei materiali archivistici.

Quindi, la Dott.ssa Burato ha mostrato un documento pergamenaceo, dotato di sigillo, con il quale Cangrande II della Scala (1332-1359) donò il Castello ed i terreni ai Bevilacqua, importante famiglia nobiliare, tutt’ora proprietaria del maniero, sito nella località omonima. 

Fra i documenti di questa famiglia, come in quelli di molte altre, ci sono pergamene e disegni che riproducono i terreni limitrofi.

 Sovente sorgevano dispute sui confini o sulla gestione delle acque; liti con i contadini o gli affittuari, con il clero, dispute ereditarie e, in alcune dinastie, molto spesso si verificavano perfino duelli ed omicidi: tutti questi fatti sono testimoniati dalle carte dei processi ivi catalogati. 

Quindi, seduti tutti attorno ad un tavolo, la Dott.ssa Burato ci ha concesso di leggere, sotto la sua supervisione, alcuni documenti: dei Testamenti antichi, sui quali spiccano i sigilli di ciascun notaio.

I Testamenti forniscono importanti nozioni circa la consistenza patrimoniale dei testatori, notizie sugli arredi, sui gioielli, sugli abiti preziosi lasciati in eredità con le dovute raccomandazioni.

Sono una fonte inesauribile ed interessante che consente di ricostruire la vita reale e, spesso, grazie ai passaggi di proprietà, lo studioso può risalire all’origine degli importanti patrimoni immobiliari che ancora oggi abbelliscono la città e la provincia! 

Poi, si sono viste talune Lettere manoscritte dalle madri che lasciavano i loro figli – nati da relazioni clandestine o in altre circostanze –  all’Istituto degli Esposti di Verona.

Questi scritti sono abbinati a “segni di riconoscimento” – per esempio, una medaglietta tagliata a metà; un pezzo di stoffa; un nastro ricamato con iniziali; un santino diviso a metà – per consentire, un domani, il riconoscimento del bimbo. Contengono ‘istruzioni’ e dettagli descrittivi. 

Particolarmente commovente è risultata la letterina di una mamma che prometteva di tornare dopo 8/10 giorni a riprendere il bimbo e dava istruzioni per il battesimo. 

Centinaia di lettere siffatte per ogni anno! 

Questi documenti hanno destato una condivisione empatica davvero toccante! 

La Direttrice ci ha congedato auspicando nuove visite in autunno, felice di fare conoscere questo mondo che, ‘cristallizzato’ nei secoli, è però vivo e pulsante di spunti per ricerche storiche, familiari, istituzionali.

 L’Archivio di Stato – a disposizione di tutti! – è uno scrigno di tesori inimmaginabili e studiare tale patrimonio può allargare i nostri orizzonti ed aiutarci, conoscendo il passato ed i suoi aspetti poco noti, a creare un futuro migliore! 

Patrizia Lo Cicero

Lourdes 23-26 Maggio 2024 Pellegrinaggio Militare Internazionale 

Anche quest’anno il P.A.S.F.A. ha avuto la gioia di partecipare al Pellegrinaggio Militare Internazionale di Lourdes con un buon numero di associati e una rappresentanza del Consiglio Direttivo Nazionale.

Giovedì 23 abbiamo recitato il Rosario nella Grotta di Massabielle e successivamente i Cappellani Militari hanno confessato un grande numero di militari durante la Liturgia Penitenziale nella Chiesa di S. Bernadette.

Il giorno successivo, dopo la Santa Messa, celebrata da S.E. Mons. Santo Marcianó durante la quale è stato conferito il ministero dell’Accolitato a Simone e Salvatore, seminaristi dell’Ordinariato Militare, i circa 4000 membri della delegazione italiana si sono recati nella Spianata della Basilica del Santo Rosario per la consueta foto di gruppo. Nel pomeriggio abbiamo partecipato al Festival dei Giovani organizzato dalla Comunitá Nuovi Orizzonti e animato e presentato dalla bravissima Francesca Fialdini insieme a NEK. In serata la Cerimonia di Apertura Internazionale del 64° PMI nella immensa Basilica sotterranea S. PIO X, con le bandiere e le bande musicali di 34 Paesi.

Sabato mattina l’ordinario e gli 80 Cappellani Militari hanno concelebrato la Santa Messa nella splendida cornice della Grotta di Massabielle dove, inginocchiati, abbiamo recitato l’atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Nel pomeriggio la Banda della Guardia di Finanza ci ha intrattenuto con un bellissimo concerto con repertorio di musiche di vario genere; quest’anno la GdF celebra i 250 anni dalla sua Fondazione. La sera abbiamo partecipato alla Processione Mariana (Fiaccolata), un momento molto suggestivo e di intensa preghiera.

Il Pellegrinaggio si è concluso la domenica mattina con la Santa Messa Internazionale concelebrata dagli Ordinari Militari di tutte le nazioni partecipanti e alla presenza dei numerosi Cappellani Militari e dei fedeli in un’atmosfera di grande comunione e fraternità.

Abbiamo potuto vivere anche un gioioso momento di incontro e di riflessione grazie alla disponibilità del Vicario Generale, Don Sergio Siddi, nostro Assistente Spirituale, che ci accompagna sempre in intensi momenti di meditazione.

Di seguito i pensieri di alcuni nostri Associati che hanno partecipato al Pellegrinaggio:

  • Quest’anno finalmente ho avuto la gioia di partecipare al pellegrinaggio militare a Lourdes. Un desiderio che avevo da molto tempo, non mi sembrava vero, essere lì ed attraversare la grotta delle apparizioni, pregare in comunione con i giovani militari e persone di tutto il mondo mossi da un unico desiderio di comunione e pace! Meraviglioso l’atto di affidamento alla Madonna in cui tutti noi, con altre migliaia di persone, abbiamo chiesto la Pace per le nazioni martoriate dalla guerra. Non ultima la calorosa condivisione con le care sorelle del P.A.S.F.A., momenti vissuti in un afflato di amicizia e di profonda umanità.
  • La visita alla Madonna di Lourdes mi ha trasmesso amore, gioia di vivere e soprattutto tanta gioia interiore. Sono andata da Lei un po’ agitata ma vedere tutti quei giovani in ginocchio davanti alla grotta mi ha trasmesso un senso di pace tale da voler ritornare sempre con tanto amore. Anche tra noi socie del P.A.S.F.A. c’è stata una intesa perfetta. Sia con la preghiera che nei momenti di Via Crucis e della Fiaccolata. La Madonna ci ha accompagnati sempre e ci è stata vicina.
  • Il pellegrinaggio militare di Lourdes è stata l’occasione, per me, nel vedere nei giovani militari ciò che ero io alla loro età nello stesso pellegrinaggio che feci all’epoca e che adesso riprovo in pensione. Ho bei ricordi di questo particolare luogo (per me ormai sono già 5 passaggi) e come ogni luogo santificato ti dà un senso di pace e devozione che non trovi da altre parti. Vedere tante persone che si rivolgono alla Madonna con tanta fede e tanta speranza di avere esaudite le proprie richieste, ma anche soltanto per stare un po’ da soli con se stessi, è un emozione che non si può descrivere.
  • Sognare e desiderare fortemente un qualcosa aiuta alla realizzazione del desiderio! Ogni anno speravo di poter esaudire un mio desiderio di anni ed anni …. recarmi a Lourdes! Ci sono riuscita ed è stato bellissimo. Poter essere Pellegrina insieme a migliaia di giovani appartenenti alle Forze Armate di tante differenti Nazioni! Poter pregare tutti insieme, ascoltare rapiti le interessantissime tematiche affrontate dal nostro Ordinario Militare, vedere migliaia dei nostri ragazzi sfilare ed indossare con orgoglio le loro divise e nel contempo notare con quanto ardore e quanta fede si inginocchiavano e pregavano la Nostra Signora di Lourdes! Abbiamo pregato tutti insieme per la Pace nei territori tormentati dalla guerra. Che dire …. una grande emozione che ho condiviso con altre Associate del P.A.S.F.A. appartenenti anche ad altre Sezioni.
  • Il pellegrinaggio a Lourdes è una vera e propria avventura che può cambiare la vita, un momento di riflessione e di preghiera che riempie il cuore di emozioni intense e io ho avuto la fortuna di aver vissuto questa esperienza nel migliore dei modi. I giorni intensi di fede sono stati condivisi con la grande famiglia del P.A.S.F.A., con i tanti Cappellani Militari e con migliaia di giovani che, con il loro entusiasmo, hanno reso questi momenti ancora più emozionanti. Porterò con me le immagini di questi luoghi che rimarranno impressi per sempre nella mia mente, così come i volti delle persone che ho conosciuto o semplicemente incontrato, la fiaccolata serale, la celebrazione della Santa Messa e la partecipazione alla serata internazionale. Grazie all’Ordinariato Militare per questa bellissima iniziativa e a tutte le persone che hanno reso queste giornate così preziose con le loro testimonianze e con la loro presenza.
  • La seconda volta a Lourdes per il pellegrinaggio militare. Diventa un desiderio una necessità andare in questo luogo Santo. Pregare con i militari che vengono da tutto il mondo accomunati da un unico desiderio di comunione e pace. Sentire le tematiche affrontate dal nostro Ordinario Militare, grandi emozioni che abbiamo condiviso con la nostra presidente Mariagiovanna e con altre amiche associate P.A.S.F.A. che ho avuto il piacere di conoscere.
  • Per me è stato il terzo pellegrinaggio ma il primo militare, questa volta è stata una modalitá diversa che mi ha regalato comunque forti emozioni ma soprattutto una gioia immensa nel vedere migliaia di giovani provenienti da tante parti del mondo indossare, sfilare e cantare con orgoglio il proprio inno e poi tutti uniti insieme in preghiera con un unico desiderio di comunione e pace. Tutto ciò mi fa sperare che i giovani possono regalare alle generazioni future un mondo diverso
  • Indescrivibili momenti di gioiosa, serena, profonda beatitudine. Anche sulla terra è possibile a volte sentirsi come in Paradiso.
  • Il mio primo pellegrinaggio: un’esperienza molto intensa. Ai piedi della Madonna ti senti al sicuro, sereno e non vorresti mai spostarti. Girando per Lourdes il mio pensiero fisso era: “Dai, passo un attimo dalla Grotta”. Mi ritrovavo sempre lì. L’esperienza è stata arricchita da un gran numero di militari, spesso molto giovani, che con orgoglio ed emozione marciavano per il paese. Ho pensato che loro sono il nostro futuro, il nostro bene più prezioso. Il Pellegrinaggio, vissuto con gli amici del P.A.S.F.A., con i Cappellani Militari, con Don Sergio e con il nostro Vescovo, ha rafforzato il nostro legame e ci ha permesso di condividere momenti profondi ed indimenticabili.
  • Per me quest’anno partecipare al pellegrinaggio di Lourdes è stato incerto fino alla fine e quando sono arrivata lì quasi non ci credevo. Ho vissuto un sogno, mi sembrava di stare a casa dove molto spesso il pomeriggio seguo il Rosario dalla TV. Ma poi mi sono resa conto che ero proprio lì, là dove Maria è apparsa e ha lasciato dei messaggi a Bernadette. Emozionante vedere tutti quei giovani in preghiera e in affido. Penso che per tutti noi sia stata una grazia essere stati in questo posto, un’esperienza forte che mi ha lasciato una grande pace da portare e condividere con tutti.
  • Condividere l’armonia di questo momento con i giovani militari e con gli Associati del P.A.S.F.A., pregare intensamente per la pace guidati dal nostro Ordinario, dal Vicario Generale e dai Cappellani ha illuminato ed emozionato i nostri cuori. A Lourdes ti immergi nella serenità e lo spirito torna a fiorire; i colori sono nitidi, i suoni chiari, i profumi intensi. Qui la materia si lascia trasportare dalle sensazioni, lo spirito guida i tuoi passi. Qui la tua esistenza diventa piena, si completa, l’animo si ristora, la fede si rafforza.

Antonella, Flora, Corrado, Iride, Fernanda, Nicoletta, Irene, Marisa, Simona, Susi, Mariagiovanna

Il P.A.S.F.A. ad Assisi Pace Amore e Carità – “La voce di S.Giovanni XXIII Papa in tutte le tappe dei nostri lavori”

Dal 15 al 19 ottobre 2023, ad Assisi, il P.A.S.F.A., su invito di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha avuto la gioia di rinnovare la partecipazione all’annuale Corso di formazione e aggiornamento per i Cappellani Militari.

La “Pacem in terris”, enciclica quanto mai attuale e significativa, è stata la chiave di lettura del programma di questo anno: “La voce di San Giovanni XXIII Papa in tutte le tappe dei nostri lavori”.

SER nel suo saluto, nel pomeriggio della Domenica, ci ha suggerito alcune riflessioni: “la Pace ci interpella sempre più in profondità, la Pace è meta ma anche cammino, la Pace si costruisce a partire dal proprio cuore, non c’è Pace senza conversione, dobbiamo lavorare dentro di noi sui nostri conflitti per poi essere testimoni di Pace.”

88, Pacem in terris: “Non si dá Pace fra gli uomini se non vi è Pace in ciascuno di essi se cioè ognuno non instaura in se stesso l’ordine voluto da Dio”

La figura di San Giovanni XXIII Papa, illustrata magistralmente da Don Ezio Bolis, ha evidenziato come la Pacem in terris sia stata la conclusione coerente di tutta una vita, mossa dal desiderio di Pace già dalle prime esperienze giovanili nel corso della Grande Guerra.

Lunedí 16, alle riflessioni sui contenuti dell’Enciclica si sono aggiunti approfondimenti giuridici, etici e psicologici circa la “maternità surrogata”. Prendendo spunto dal capitolo 22, Pacem in terris: “Nella donna diviene sempre più chiara ed operante la coscienza della propria dignità, sa di non poter permettere di essere considerata e trattata come strumento, esige di essere considerata come persona”, si pone l’interrogativo:”la creazione, la procreazione è un diritto di Dio o no?” 

Martedí 17, la testimonianza del Responsabile dei Cappellani Militari Ucraini ci ha presentato un crudo spaccato della realtá della guerra in corso nel suo Paese, evidenziando l’importante ruolo dei Cappellani Militari nelle comunità coinvolte negli scontri armati.

Abbiamo poi riflettuto su potenzialità e rischi dell’Intelligenza Artificiale (AI) con uno sguardo più ampio per “prendere coscienza di come la AI può servire l’uomo e non servirsene”.

A fine giornata il tema de “Le stragi di popolazione civile e di prigionieri di guerra, durante la guerra di liberazione (1943-1945)”, non è stato soltanto una ricostruzione storica, ma ci ha fatto riflettere sul tratto umano della giustizia, nel rispetto delle vittime dei crimini di guerra.

Mercoledí 18, dedicato al ruolo della diplomazia, quale strumento essenziale di mediazione e di risoluzione dei conflitti. Bisogna prendere consapevolezza che i modelli tradizionali di diplomazia sono ormai inadeguati ad affrontare le crisi attuali. C’è la necessità di un sostanziale cambio di paradigma.

Giovedí 19, nella giornata conclusiva, abbiamo preso coscienza del fatto che ognuno di noi può essere un operatore di Pace. Infatti ogni essere umano può influenzare positivamente i rapporti fra persone creando armonia e eliminando i contrasti. Siamo tutti chiamati a collaborare all’architettura della Pace.

Importante il messaggio che SER ci ha fatto giungere attraverso le omelie delle celebrazioni mattutine.

Lo sguardo! Quando il buio che ci avvolge sembra renderci ciechi, come vedere Gesù che ci cammina accanto? Qual’è lo sguardo? Occorre superare lo “sguardo immanente” per entrare nello “sguardo sapienziale”, uno sguardo capace di vedere oltre.

Dallo sguardo, al silenzio. Un silenzio parte integrante della preghiera, un silenzio che non ci isola, non ci rende indifferenti, ma ci mette in relazione con Dio e con gli altri. Un silenzio necessario per l’ascolto, per accogliere le parole e custodirle attraverso la riflessione, l’attesa, la sedimentazione. Un ascolto che deve cogliere il senso profondo delle parole per leggervi oltre. 

Dallo sguardo, al silenzio, alla parola che evangelizza. La missione evangelizzatrice è sinodale, si fa insieme, a due a due come ci dice Gesú. Si fa in comunione quale immagine di una Chiesa che, come dice il Santo Padre “o è sinodale o non è Chiesa”. Così il Sinodo rende più forte questa volontà “…a due a due i discepoli si recano in ogni luogo, entrano nelle case e nelle cittá a portare il messaggio evangelico. Il Vangelo dunque fondamento per le relazioni tra gli esseri umani, nel Vangelo è racchiuso il segreto della Pace: stare insieme non come lupi ma come agnelli”.

Dallo sguardo, al silenzio, alla parola che evangelizza, alla fiducia. Fiducia come via fondata sulla giustizia, amore, veritá e libertà che è fatta di piccoli segni e che va annunciata ogni giorno “la via della fiducia è la via della Pace”.

Durante le diverse giornate i Direttori degli Uffici Pastorali sono intervenuti per illustrare la programmazione del nuovo Anno Pastorale.

Uno sguardo al Sinodo a cura dei Responsabili dell’equipe sinodale diocesana dell’OMI. Sinodo che dalla fase narrativa entra nella fase sapienziale. Attraverso il resoconto dei lavori della Diocesi Militare nel percorso compiuto, “camminare sulla stessa strada, camminare insieme, attraverso la conversazione nello Spirito laddove la metodologia è stata caratterizzata da incontrare, ascoltare, discernere e farsi prossimi” ci si prepara a vivere la fase sapienziale. Una fase importante dove saranno individuate le scelte possibili, le proposte per giungere alla fase profetica. “Che cosa la Chiesa deve cambiare per favorire l’incontro del Vangelo con il mondo”.

Al termine dei lavori, SER e la Presidente Nazionale hanno firmato la Carta di Collaborazione fra l’Ordinariato Militare e l’Associazione P.A.S.F.A. 

Questo documento rappresenta un passaggio importante per tutti noi: é conferma di quanto già condiviso nel passato, è stimolo per un presente ed un futuro in comunione e fraternità.

I relatori intervenuti, chiamati dai principali atenei della Capitale quali: l’Universitá Cattolica del Sacro Cuore, il Policlinico Universitario “A.Gemelli”, la Pontificia Universitá Lateranense, e Pontificia Universitá Gregoriana; e da prestigiose istituzioni nazionali quali: la Fondazione Papa Giovanni XXIII, la Corte di Cassazione, la Corte Militare d’Appello di Roma, il Tribunale Interdiocesano del Vicariato di Roma, hanno trasmesso alla platea contenuti di elevatissimo spessore culturale e morale. Le conclusioni, a cura del Consigliere Generale dello Stato Città del Vaticano, hanno posto il degno sigillo ai quattro, intensi giorni di Corso.

Gli interventi, preparati con cura e dovizia, hanno suscitato il generale interesse dei Cappellani Militari e stimolato profonde riflessioni in tutti noi.

La Lettera Enciclica Pacem in terris ha dimostrato, nonostante i suoi 60 anni, la sua piena attualitá  ….i quattro pilastri della pace indicati da Giovanni XXIII: veritá, giustizia, caritá, libertá sempre sorprendentemente validi.

Abbiamo partecipato con gioia ed entusiasmo al Corso, di seguito i nostri pensieri:

Difficile riassumere tutte le sollecitazioni arrivate dal Convegno di Assisi, ma mi limiterò a qualche stimolo che mi ha colpito di più. Mons. Marcianò ha detto subito che la pace costa ed esige sacrifici e che la via unica per risolvere i conflitti è la diplomazia; il nemico da battere è l’indifferenza! Cercare la Giustizia è attraversare un labirinto, ma alla fine non è equanime: bisogna cercare il diritto di ragionevolezza. Ma senza Verità non c’è Giustizia. E c’è pure un Diritto di Dio che non dev’essere superato: nessuno può giudicare un altro! C’è un limite che nella normalità non si sente ma la guerra ci spinge oltre e si cade nella trappola del vuoto e non si sa dove andare. Fattori di pace rimangono la mediazione e la conciliazione. E ovviamente la preghiera.

Anche quest’anno,  per il terzo anno consecutivo, ho avuto il grandissimo piacere di partecipare al corso di formazione e aggiornamento che si tiene ad Assisi. 

Assisi, di per sé, ha un fascino ed una spiritualità che si respira nell’aria: non ci potrebbe essere un luogo migliore per la condivisione e la comunione tra noi tutti. 

È un’esperienza unica poter ascoltare le relazioni di professionisti di altissimo spessore professionale e, soprattutto, umano. Degli argomenti trattati, tutti interessanti e formativi,  quello che mi ha colpito di più è stato quello di martedì. Il Procuratore generale militare presso la Corte Militare d’Appello di Roma, ha affrontato l’argomento delle stragi di popolazione civile e di prigionieri di guerra durante la guerra di liberazione (1943 – 1945) accompagnandoci in un viaggio indietro, in un luogo e in un tempo che non dobbiamo mai dimenticare e dobbiamo sempre onorare, rispettare e ricordare.

Assisi è sempre un’ottima occasione per incontrare i nostri Cappellani Militari che, con affetto e sensibilità,  sono vicini alla nostra associazione. È stato bello potersi confrontare, scambiare pareri ed opinioni, ma anche condividere il pasto ed un caffè al bar.

L’opportunità che ogni anno ci viene data dall’Ordinario Militare è un momento unico di formazione e riflessione, un momento che deve essere vissuto come un dono, come un’occasione per incontrarsi e conoscersi perché dalla conoscenza e dall’empatia nascono progetti comuni che hanno, come unico scopo, la prossimità verso la Grande Famiglia Militare.

Anche quest’anno gli argomenti trattati al corso di formazione dei cappellani militari sono stati vari e di grande spessore. Il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ci ha illustrato aspetti della maternità surrogata facendomi riflettere che la donna perde la propria dignità e scompare l’aspetto della maternità cedendo a terzi un bambino. Si evince solo l’aspetto commerciale. In Italia questa pratica è vietata. Un altro argomento è stato la nullità dei matrimoni, il Vicariato di Roma può assistere i militari in servizio che vogliono annullare il loro matrimonio. Il processo avviene in breve tempo. Un tema molto curato è stato l’intervento del Responsabile dei Cappellani Militari Ucraini che ci ha presentato lo scenario di guerra ucraino attraverso testimonianze e filmati. Con il suo discorso ci ha fatto riflettere che la guerra ha un grosso impatto sulla società perché distrugge lo spazio circostante e il tempo. Esiste solo il tempo per combattere e non c’è più rispetto per l’essere umano. Si vive uno stato di precarietà senza viveri, servizi igienici, senza elettricità, senza un futuro. Quindi come se fossero già morti. Il Cappellano potrebbe essere di grande aiuto portando loro la parola di Dio incontrandoli in spazi idonei e ispirando fiducia per lottare per la giustizia e giungere alla libertà. L’uomo ha bisogno di pace e tanto coraggio. Si è parlato di crimini di guerra giudicati dopo molti anni, di intelligenze artificiali adoperate in guerra per spendere meno e colpire obiettivi in modo più preciso. Nel corso di questa guerra sono stati fatti negoziati, mediazioni con scarsi risultati, la pace auspicata da papa Giovanni XXIII è sempre più lontana. Vengono violati tutti i principi di diritto internazionale e umanitario e si rischia solo di giungere ad una terza guerra mondiale. Il conflitto viene solo prolungato e non risolto. La pace anche attraverso vie diplomatiche è ostacolata da situazioni che bloccano la soluzione del conflitto.

Il corso di formazione e aggiornamento, tenutosi come di consueto ad Assisi, è un appuntamento atteso che vede il PASFA partecipare sempre con entusiasmo ed interesse. Quest’anno in particolare è stato aggiunto un importante tassello alla storia della nostra Associazione rappresentato dalla Carta di Collaborazione tra l’OMI ed il PASFA, che conclama la comunione di intenti e rafforza sempre più la sinergia, già esistente con l’Ordinariato ed i Cappellani Militari nell’interesse della Grande Famiglia Militare. È stato un privilegio poter ascoltare gli interventi di professionisti di grande spessore culturale ed umano che ci hanno interessato e commosso. Nello specifico, il responsabile dei cappellani ucraini, ci ha catapultati nella guerra che ancora si combatte in Ucraina con le orribili conseguenze che le popolazioni civili sono costrette a subire …

Il fil-rouge del convegno è risultato essere la ricerca incessante della pace con ogni mezzo  attraverso la collaborazione di tutti. 

Affinché ciò si possa realizzare è necessario lo sforzo della società con le pratiche di mediazione e conciliazione: occorre però in via principale un chiedere a Dio la PACE attraverso la preghiera incessante con cuore puro, colmo di speranza e fiducia verso l’Umanità.

Devo dire che il nostro appuntamento con Assisi diventa ogni anno sempre  più interessante. 

I Relatori,  con le loro conferenze ci hanno aperto a nuovi orizzonti affrontando argomenti di grande importanza ed attualità, alle loro coinvolgenti relazioni hanno fatto seguito molte e toccanti testimonianze dei Cappellani. 

In questi giorni è emerso anche come sia importante il dialogo e l’ascolto attivo, per prevenire i disagi in genere. 

Il clima di gioiosa fraternità, amicizia e cordialità di questi giorni ha favorito nuove amicizie ed ha approfondito quelle già  esistenti. 

Ogni mattina  prima di iniziare i corsi di formazione e aggiornamento il partecipare alla S.Messa a fianco dei Cappellani ci trasmesso momenti  molto intensi ed emozionanti che hanno potenziato ed arricchito la nostra spiritualità.

Torno a casa arricchita di nozioni, e con il cuore colmo di gioia.

Partecipare al corso di aggiornamento ad Assisi è sempre una bellissima opportunità formativa che ci viene offerta dall‘Ordinariato Militare. Si vive con grande gioia la vicinanza con i nostri cappellani e le socie.

Il tema dell’incontro, la lettera enciclica “Pacem in terris“, è una guida sempre attuale per tutto il mondo e un filo rosso che attraversa le varie conferenze e le tante riflessioni. Il periodo che stiamo vivendo ci fa capire quanto sia preziosa la pace e quanto sia importante che ciascuno di noi contribuisca attivamente nella costruzione e nel mantenimento della pace. 

Credo che il ruolo del Cappellano Militare sia sempre più importante per il benessere morale e spirituale dei nostri militari. 

Grazie per queste giornate intense condivise con tante emozioni.

Anche se per pochi giorni aver partecipato al corso di aggiornamento ad Assisi è stato per me molto importante. Un momento di arricchimento spirituale e di condivisione gioiosa con il nostro Vescovo, i nostri Cappellani, con la nostra Presidente Nazionale e con alcune Socie di altre sezioni. È emerso quanto sia importante costruire sul piano internazionale una convivenza pacifica, ma per ottenere questo bisogna partire soprattutto dall’idea che la guerra è una relazione fra stati, e gli uomini sono nemici per puro caso, combattono  l’uno contro l’altro dei ragazzi che neanche si conoscono fra loro, mettendo in gioco e in pericolo le loro vite. Il ruolo dei Cappellani è stato, è e sarà sempre quello di guida, di supporto, di una persona sempre presente, _“Io ci sono”_ pronta a mettersi in gioco e a donarsi come il Signore ha fatto con noi. Una persona che sa come aiutarti, una persona che trova sempre la parola giusta, il tono giusto per farti vedere la situazione da una prospettiva diversa e nuova, la prospettiva dell’AMORE. Una figura di supporto quando ci si trova soli e spaesati. Educare all’amore, è questo che deve essere alla base di tutto, un amore incondizionato che parte dal dialogo e termina con la pacifica convivenza

Anche quest’anno abbiamo accolto con gioia il gradito invito di S.E.R. al Corso di Formazione per i Cappellani Militari, appuntamento molto atteso e che vede il P.A.S.F.A. partecipare sempre con entusiasmo ed interesse. 

La preghiera per la Pace, cuore del convegno, le omelie del nostro Ordinario nella splendida cornice di S.Maria degli Angeli, preziosi spunti di riflessione per tutta la famiglia della Diocesi militare riunita in comunione e fraternità. 

L’Enciclica Pacem in terris è di straordinaria contemporaneità. Tutti gli argomenti trattati durante le diverse giornate dagli autorevoli relatori, che hanno affrontato ogni tematica legata alla Pace, sono stati caratterizzati dal filo conduttore dell’Enciclica.

L’attualitá dei temi affrontati in questi giorni e la profondità degli interventi dei relatori hanno rapito la nostra attenzione e al contempo, suscitato in noi delle forti emozioni.

L’incontro con il Responsabile dei Cappellani Militari Ucraini, in particolare, ci ha “gettato” nello sconforto della  drammatica realtá della guerra in Ucraina.

Il suo sguardo di dolore e al contempo di speranza ci ha commosso.

Un fiore tra le macerie…il “Soffio dello Spirito”.

Le immagini della sofferenza e la forza del suo messaggio hanno scosso le nostre coscienze.

Noi che lo abbiamo ascoltato sentiamo la responsabilità di far giungere a tutti i nostri Associati l’intensità del suo pensiero. Siamo tutti chiamati alla Pace.

Ringraziamenti

Ringraziamo S.E.R. Mons. Santo Marcianò per questa significativa esperienza di incontro che arricchisce il nostro spirito, allarga le nostre vedute, approfondisce le nostre conoscenze e ci dona la gioia di stare insieme.

Ringraziamo il Vicario Generale e tutti i Cappellani Militari per la loro festosa accoglienza e ci uniamo, nella preghiera, all’ appello per la pace.

Ringraziamo Don Pasquale e con lui tutto il personale dell’Ordinariato Militare per il grande lavoro di preparazione e di organizzazione del Corso di Formazione. 

Ringraziamo tutti i relatori per i loro pregevoli interventi.

Ringraziamo gli Associati presenti ad Assisi e quanti ci hanno accompagnato idealmente con il pensiero e la preghiera.

L’augurio a tutti noi di poter essere “piccoli architetti di Pace”

Grazie a tutti, Arrivederci ad Assisi 2024.

Vanna, Simona, Flora, Antonella M, Rosa, Irene, Antonella C, Mariagiovanna